Un piccolo contributo

Abbiamo bisogno del contributo di tutti

sabato 24 febbraio 2018

Scuola e università sono le chiavi per un futuro migliore


Un voto utile

Penso che nel collegio del Piemonte 2 per il Senato un voto molto utile sia per Nerina Dirindin, candidata nella lista di Liberi e Uguali.
Per vari motivi:
1) per il fondamentale programma proposto per la difesa e il sostanziale miglioramento della sanità pubblica, essenziale per far sì che la salute ritorni ad essere una priorità;
2) per la volontà e le capacità di realizzare il programma proposto, dimostrate dal grande impegno di Nerina Dirindin in campo sanitari. Basti pensare alle importanti esperienze maturate quale Senatrice e in precedenza quale Direttore Generale della Sanità al Ministero e in alcune Regioni, ai suoi studi quale professoressa di economia sanitaria.
Di queste capacità e dell'impegno della Professoressa per il progresso sociale posso dare diretta testimonianza, in quanto ho potuto apprezzarla quale collega nella Facoltà di Torino e a Novara, quando nella mia qualità di Preside, la invitai a darci una mano per colmare per un paio d'anni l'allora nostra mancanza di docenti.

Dichiarazione del professore Francesco Adamo, già Preside della III Facoltà di Economia sede di Novara e già Direttore del Dipartimento di Studi per l'Impresa e il Territorio

giovedì 22 febbraio 2018

LAVORO, DIGNITÁ, LEGALITÁ, DIRITTI


Incontro con i candidati di Liberi e Uguali del nostro territorio:
Pina Muscariello, Roberto Leggero e Diego Brignoli
LESA, Venerdì 23 FEBBRAIO
Sala Pertini (Lungolago)
Ore 21



domenica 18 febbraio 2018

RIAFFERMARE IL DETTATO COSTITUZIONALE: IL LAVORO E I SUOI DIRITTI FONDAMENTA DELLA DEMOCRAZIA


«Riaffermare il dettato costituzionale: Il lavoro e i suoi diritti fondamenta della democrazia» è il titolo della serata organizzata Mercoledì 21 febbraio alle ore 21.00 all'Hotel IL PARMIGIANO in via dei Cattaneo, 6 a NOVARA da Liberi E Uguali.
Il tema verrà discusso da Sergio COFFERATI, Europarlamentare – già segretario generale della CGIL con i candidati novaresi di LIBERI E UGUALI alle elezioni politiche del 4 marzo Pina MUSCARIELLO, Roberto LEGGERO e Riccardo GIULIANI.


mercoledì 14 febbraio 2018

Cambiare l'Università: aumentare le risorse e ripensare la valutazione


Un aumento dei finanziamenti del l'Università e la Ricerca è la prima condizione per invertire la rotta. Occorre agire anche sulle modalità di distribuzione delle risorse, contro lo screditamento del sistema pubblico di istruzione e ricerca che ha portato a dirottare le risorse verso aiuti indiscriminati di dubbia utilità a poche imprese e verso fondazioni di diritto privato per la realizzazione di poli di (sedicente) eccellenza, lasciando sguarniti ampie fette di territorio del paese ad intenso bisogno di alta formazione. Questo modello, oltre ad esse poco efficace, è anche in contrasto con la nostra Costituzione.
L’Anvur, agenzia tecnocratica di valutazione del sistema universitario, ha di fatto assunto il ruolo di arbitro della politica universitaria. Importanti scelte di distribuzione delle risorse sono determinate non da un’analisi politica, che tenga conto di fattori sociali, economici e culturali, ma dal risultato di parametri dalla discutibile base scientifica che, dando l’idea di essere univocamente determinate, in realtà nascondono scelte arbitrarie. A fronte della compressione nazionale dei finanziamenti, il processo di valutazione non attiva meccanismi di riequilibrio ma accresce i divari. La valutazione, in un contesto di taglio delle risorse si è ridotta a un approccio punitivo e non di riequilibrio del sistema.
Noi proponiamo di:
  • aumentare il finanziamento ordinario per università e ricerca, negoziando con l’Unione europea un aumento di congrue percentuali annue di PIL come investimento pubblico fuori dal patto europeo di stabilità
  • individuare risorse per superare il precariato e stabilizzare il sistema universitario e degli enti pubblici di ricerca
  • riconoscere la dignità della docenza anche attraverso lo sblocco degli scatti delle retribuzioni
  • abolire l’Anvur o ridefinirne dalle fondamenta il mandato per un’agenzia della valutazione con un governo partecipato dalla comunità scientifica e garanzia di autonomia dalla politica, innanzitutto con personalità inattaccabili.
  • convocare una conferenza nazionale sui criteri di valutazione dei singoli e delle istituzioni
  • definire nuove finalità della valutazione che superino la logica della competizione tra atenei per un approccio di governo equilibrato del sistema
  • riportare la programmazione strategica a scelte di governo del sistema e non a parametri automatici basati su criteri tecnocratici, e definire conseguentemente la distribuzione dei finanziamenti.


martedì 13 febbraio 2018

Vogliamo che l'università sia aperta a tutte e a tutti


In Italia l’università è sempre più riservata ai ceti benestanti.
Solo il 22 % dei giovani che la frequentano, secondo il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, ha un'origine sociale meno favorita. Tuttavia il nostro paese non si impegna a rimuovere le barriere economiche all’accesso all’istruzione terziaria. La crisi, l’aumento delle tasse – aumentate in media del 50% e tra le più alte dell’Europa continentale – e il numero chiuso hanno vanificato l’accesso di massa all’istruzione universitaria. La combinazione di alte tasse universitarie – pagate da una quota largamente maggioritaria della popolazione studentesca – e un esiguo numero di percettori di borse di studio, rende quello italiano uno dei sistemi più iniqui presenti nel panorama europeo. L’Italia risulta infatti uno dei paesi col più basso rapporto tra idonei alla borsa di studio e iscritti all’università. Nel nostro paese il diritto allo studio interessa meno del 10% della popolazione universitaria a fronte del 36% della Francia, del 25% della Germania ecc, come testimoniano i dati Eurydice, paese, quest’ultimo, in cui gli studenti inoltre non pagano le tasse universitarie. Per ribaltare la tendenza degli ultimi anni occorre affermare la prospettiva di un ampliamento della gratuità dell’istruzione universitaria. L’innalzamento dei livelli di istruzione attraverso la generalizzazione dell’accesso all’università rappresenta, infatti, un obiettivo strategico per tutto il paese. L’obiettivo della gratuità va affermato prevalentemente attraverso due leve: l’abolizione della contribuzione studentesca; un potenziamento del diritto allo studio in grado di realizzare pienamente il mandato costituzionale, per rimuovere le barriere economiche, sociali e territoriali che si frappongono all’accesso agli studi.
La gratuità della formazione universitaria costituisce una concreta occasione per restituire il sistema a una logica solidale: i redditi alti, correttamente individuati, devono essere chiamati a contribuire, attraverso la fiscalità generale e una rimodulazione, in base al reddito, della tassa regionale per il diritto allo studio. È credibile e sostenibile raggiungere livelli di esenzione pari agli esempi europei più virtuosi.