Vogliamo riconnettere sinistra e società, rivolgendoci soprattutto a tutte le donne e gli uomini trascinati in basso dalla crisi, a tutte le esperienze del civismo, alle forze organizzate del mondo del lavoro, a quanti sentono il bisogno di una politica diversa per risollevarsi. Sta qui il senso del nostro progetto.
Un piccolo contributo
Abbiamo bisogno del contributo di tutti
lunedì 26 febbraio 2018
sabato 24 febbraio 2018
Un voto utile
Penso che nel collegio del Piemonte 2 per il Senato un voto molto
utile sia per Nerina Dirindin, candidata nella lista di Liberi e Uguali.
Per vari motivi:
1) per il fondamentale programma proposto per la difesa e il
sostanziale miglioramento della sanità pubblica, essenziale per far sì che la salute
ritorni ad essere una priorità;
2) per la volontà e le capacità di realizzare il programma proposto,
dimostrate dal grande impegno di Nerina Dirindin in campo sanitari. Basti pensare
alle importanti esperienze maturate quale Senatrice e in precedenza quale Direttore
Generale della Sanità al Ministero e in alcune Regioni, ai suoi studi quale professoressa
di economia sanitaria.
Di queste capacità e dell'impegno della Professoressa per il
progresso sociale posso dare diretta testimonianza, in quanto ho potuto apprezzarla
quale collega nella Facoltà di Torino e a Novara, quando nella mia qualità di Preside,
la invitai a darci una mano per colmare per un paio d'anni l'allora nostra mancanza
di docenti.
Dichiarazione del professore Francesco Adamo, già Preside della III Facoltà di Economia sede di Novara e già
Direttore del Dipartimento di Studi per l'Impresa e il Territorio
giovedì 22 febbraio 2018
LAVORO, DIGNITÁ, LEGALITÁ, DIRITTI
Incontro con i candidati di Liberi e Uguali del nostro
territorio:
Pina Muscariello, Roberto Leggero e Diego Brignoli
LESA, Venerdì 23 FEBBRAIO
Sala Pertini (Lungolago)
Ore 21
domenica 18 febbraio 2018
RIAFFERMARE IL DETTATO COSTITUZIONALE: IL LAVORO E I SUOI DIRITTI FONDAMENTA DELLA DEMOCRAZIA
«Riaffermare il dettato costituzionale: Il lavoro e i
suoi diritti fondamenta della democrazia» è il titolo della serata organizzata
Mercoledì 21 febbraio alle ore 21.00 all'Hotel IL PARMIGIANO in via dei Cattaneo,
6 a NOVARA da Liberi E Uguali.
Il tema verrà discusso da Sergio COFFERATI, Europarlamentare
– già segretario generale della CGIL con i candidati novaresi di LIBERI E
UGUALI alle elezioni politiche del 4 marzo Pina MUSCARIELLO, Roberto LEGGERO e
Riccardo GIULIANI.
mercoledì 14 febbraio 2018
Cambiare l'Università: aumentare le risorse e ripensare la valutazione
Un aumento dei finanziamenti del l'Università e la Ricerca è
la prima condizione per invertire la rotta. Occorre agire anche sulle modalità
di distribuzione delle risorse, contro lo screditamento del sistema pubblico di
istruzione e ricerca che ha portato a dirottare le risorse verso aiuti
indiscriminati di dubbia utilità a poche imprese e verso fondazioni di diritto
privato per la realizzazione di poli di (sedicente) eccellenza, lasciando
sguarniti ampie fette di territorio del paese ad intenso bisogno di alta
formazione. Questo modello, oltre ad esse poco efficace, è anche in contrasto
con la nostra Costituzione.
L’Anvur, agenzia tecnocratica di valutazione del sistema
universitario, ha di fatto assunto il ruolo di arbitro della politica
universitaria. Importanti scelte di distribuzione delle risorse sono
determinate non da un’analisi politica, che tenga conto di fattori sociali,
economici e culturali, ma dal risultato di parametri dalla discutibile base
scientifica che, dando l’idea di essere univocamente determinate, in realtà
nascondono scelte arbitrarie. A fronte della compressione nazionale dei
finanziamenti, il processo di valutazione non attiva meccanismi di riequilibrio
ma accresce i divari. La valutazione, in un contesto di taglio delle risorse si
è ridotta a un approccio punitivo e non di riequilibrio del sistema.
Noi proponiamo di:
- aumentare il finanziamento ordinario per università e ricerca, negoziando con l’Unione europea un aumento di congrue percentuali annue di PIL come investimento pubblico fuori dal patto europeo di stabilità
- individuare risorse per superare il precariato e stabilizzare il sistema universitario e degli enti pubblici di ricerca
- riconoscere la dignità della docenza anche attraverso lo sblocco degli scatti delle retribuzioni
- abolire l’Anvur o ridefinirne dalle fondamenta il mandato per un’agenzia della valutazione con un governo partecipato dalla comunità scientifica e garanzia di autonomia dalla politica, innanzitutto con personalità inattaccabili.
- convocare una conferenza nazionale sui criteri di valutazione dei singoli e delle istituzioni
- definire nuove finalità della valutazione che superino la logica della competizione tra atenei per un approccio di governo equilibrato del sistema
- riportare la programmazione strategica a scelte di governo del sistema e non a parametri automatici basati su criteri tecnocratici, e definire conseguentemente la distribuzione dei finanziamenti.
martedì 13 febbraio 2018
Vogliamo che l'università sia aperta a tutte e a tutti
In Italia l’università è sempre più riservata ai ceti
benestanti.
Solo il 22 % dei giovani che la frequentano, secondo il
Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, ha un'origine sociale meno favorita.
Tuttavia il nostro paese non si impegna a rimuovere le barriere economiche
all’accesso all’istruzione terziaria. La crisi, l’aumento delle tasse –
aumentate in media del 50% e tra le più alte dell’Europa continentale – e il
numero chiuso hanno vanificato l’accesso di massa all’istruzione universitaria.
La combinazione di alte tasse universitarie – pagate da una quota largamente
maggioritaria della popolazione studentesca – e un esiguo numero di percettori
di borse di studio, rende quello italiano uno dei sistemi più iniqui presenti
nel panorama europeo. L’Italia risulta infatti uno dei paesi col più basso
rapporto tra idonei alla borsa di studio e iscritti all’università. Nel nostro
paese il diritto allo studio interessa meno del 10% della popolazione
universitaria a fronte del 36% della Francia, del 25% della Germania ecc, come
testimoniano i dati Eurydice, paese, quest’ultimo, in cui gli studenti inoltre
non pagano le tasse universitarie. Per ribaltare la tendenza degli ultimi anni
occorre affermare la prospettiva di un ampliamento della gratuità
dell’istruzione universitaria. L’innalzamento dei livelli di istruzione
attraverso la generalizzazione dell’accesso all’università rappresenta, infatti,
un obiettivo strategico per tutto il paese. L’obiettivo della gratuità va
affermato prevalentemente attraverso due leve: l’abolizione della contribuzione
studentesca; un potenziamento del diritto allo studio in grado di realizzare
pienamente il mandato costituzionale, per rimuovere le barriere economiche,
sociali e territoriali che si frappongono all’accesso agli studi.
La gratuità della formazione universitaria costituisce una
concreta occasione per restituire il sistema a una logica solidale: i redditi
alti, correttamente individuati, devono essere chiamati a contribuire,
attraverso la fiscalità generale e una rimodulazione, in base al reddito, della
tassa regionale per il diritto allo studio. È credibile e sostenibile
raggiungere livelli di esenzione pari agli esempi europei più virtuosi.
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